I bijoux di fantasia negli Stati Uniti: una storia di emigranti e di nuovi materiali Miriam Haskell e le nuance dell’oro di Russia Un lungo cammino da Mosca a New York City
Chiacchierata “illustrata” e mostra di bijoux vintage americani
a cura del Vintage Fashion&Jewelry Club Italia
11 Febbraio 2010, Ore 17 – 21
Genova, La Passeggiata Libreria Caffè, piazzetta Santa Croce, 31
(nei pressi di P.zza Sarzano/stradone S. Agostino, Metro S.Agostino e scala mobile)
Figlia di ebrei russi fortunosamente emigrati in America nella seconda metà del 1800 – e stabilitisi a New Albany, Indiana, dove nacque – la giovane Miriam Haskell apre nel 1926 un atélier di bijoux di fantasia a New
York, nel famoso Mc Halpin Hotel, all’incrocio tra Broadway e la 34ma strada.
Inizia quasi subito una
complessa collaborazione con il disegnatore Frank Hess e il loro shop diventa famoso per i bijoux di fantasia
sofisticati, preziosi, singolari: grandi perle barocche realizzate appositamente per lei, piccolissime perle
intrecciate con fili dorati, dall’intenso colore rosso tipico dell’oro di Russia; legnetti colorati finemente lavorati
intessuti con oro, pietre, fiorellini in filigrana, cuoio, madreperla, strass, e altri, disparati materiali. Gli intrecci
sono straordinari, impensabili.
La Haskell è la direttrice, ha una profonda e originalissima visione del suo settore, e sa scegliere i migliori disegnatori.
Raccoglie nel suo atéliere capaci lavoranti, per lo più rifugiati dall’Europa e che, fatto raro, sono anche relativamente ben pagati. Svariate e complesse le vicende dei suoi atélier: oggi, la Miriam Haskell continua a produrre, e la famosa disegnatrice della Haskell, Camille Mercuri Petronzio, figlia di Domenico Carmelo e Teresa Bulzomì, italiani emigrati in America, è socia del nostro Vintage Fashion&Jewelry Club.







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